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In questo volume di scritti critici l'autore concentra
la sua attenzione su autori vicentini e veneti: Bandini, Camon, Meneghello,
Parise, Piovene, Rigoni Stern ecc.
Più che di veri e propri ritratti si tratta di inquadrature a volte
rapide, a volte più complesse ed elaborate. Ciò che ne esce è un affresco
della letteratura veneta degli ultimi decenni insolito e originale,
in cui si manifesta un ricco e complicato gioco di movimenti e di
aperture.
L'autore, che ha pubblicato varie raccolte di versi, non è legato
a metodologie prefissate, ma opera liberamente affidandosi al suo
sguardo e alla sua acribia di lettore, agli estri e ai ritmi di una
scrittura capace di sintonizzarsi sia sui toni meditativi del saggio,
sia sulla velocità dell'elzeviro, sia sull'espressività tesa del racconto.
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